News Dettaglio

Clicca qui per Ingrandire!
Clicca qui per Ingrandire!
Clicca qui per Ingrandire!
 2/9/2013
 TUTTA LA VITA DAVANTI

Sono le 3 del mattino quando la nave portacontainer Celia, battente bandiera di Antigua e Barbuda, entra nel porto di Trapani con il suo carico straordinario di vite umane. 109, tra cui 2 donne e 3 bambini, le persone salvate dal mare a circa 110 miglia a sud est di Lampedusa, quando il gommone su cui viaggiavano è rimasto alla deriva.
Vite salvate da un equipaggio multietnico che, forse per questo, è abituato a guardare oltre il colore della pelle o le differenze linguistiche, e che l’unica legge che rispetta è quella del mare, in cui tutti siamo uguali, fratelli e pronti a venirci in soccorso l’un l’altro.
Per lo Stato Italiano, invece, questi disperati sono dei fuorilegge, soltanto perché fuggono dai loro paesi, spesso in guerra, lasciandosi dietro la propria vita precedente e con essa i propri affetti più grandi, senza un passaporto o il permesso di chissachì.
Ma per loro fortuna ad attenderli su quella banchina non c’è soltanto lo Stato Italiano, ma decine di uomini e donne mossi da un’umanità che spesso lo stato disconosce, pronti ad accoglierli come meglio possono, senza far mai mancare loro una parola di conforto, una carezza anche solo per l’anima.
E quando mettono il primo piede sula terra, dopo 72 ore di incerto mare e incerta vita, si vede che in loro rinasce la speranza, che si rendono conto di avere finalmente tutta la vita davanti.
Quella vita che tanti trapanesi sono andati a cercare lontano, a loro volta.

SB

Foto di Giorgio Vacirca

Vai al reportage 

<<Indietro

 
 



 

 

Copyright © imago comunicazioni visive. P.Iva 02187860818 - Tutti i diritti riservati.
credit.